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 15500 al 29.12.04

  UN CAMPIONE A CAVALLO
Aprile 2008

            Ho avuto modo di vivere qualche giorno di questo inizio aprile  a fianco di Emanuele Capriotti, il mito Piceno della Quintana di Ascoli e di Foligno. L’esperienza è stata estremamente positiva ed esaltante per diversi aspetti e non tutti riferibili ai numerosi “Palii” conquistati negli ultimi cinque anni ( 6 vittorie su 7 alla Quintana di Ascolti e una a Foligno) e alle sue straordinarie performance a cavallo.

            Emanuele è un giovane di 31 anni che tutti i genitori vorrebbero  avere come figlio. In controtendenza rispetto ai modelli che i giovani d’oggi sembrano voler seguire, egli è calmo, riflessivo, d’intelligenza raffinata, metodico e  scrupoloso nel suo lavoro, scientifico nel programmare ed eseguire gli allenamenti, l’addestramento dei suoi splendidi cavalli, saggio nonostante la giovane età al punto di proporre con l’esempio ed il suo modo di fare, di rapportarsi agli altri armonicamente (siano essi persone o animali), modelli e spunti importanti di riflessione e di autocritica personali,  anche alle persone più anziane, che – in teoria, ma solo in teoria - dovrebbero esserlo di più,  non foss’ altro per la più lunga esperienza di vita.

            Come è normale, dunque, il personaggio riscuote grande credito e apprezzamento da parte di tutti, dai parenti agli amici e amiche più intimi, dai sestieri ascolani avversari, a quello di Porta Romana che lo ha incoronato Re, dai numerosi fans che lo seguono con trepidazione nei suoi allenamenti, alle folle straripanti presenti alle giostre della Quintana di Ascoli o di Foligno.

Di tutto ciò, di questa straordinaria e sconvolgente popolarità, sempre in controtendenza rispetto ai modelli di celebrità proposti dal “Grande fratello”, Emanuele Capriotti non si è “montato la testa” come si dice; è rimasto il semplice e bravo ragazzo che era, disponibile verso gli amici, consapevole che il successo più importante e duraturo è la soddisfazione interiore di aver conseguito puntualmente gli obiettivi che si era proposto cioè, parafrasando Ungaretti,  “quel poco d’inesauribile segreto” tutto personale, che inorgoglisce e rafforza l’animo e il carattere.

Così, quando nei giorni scorsi durante la sua quotidiana passeggiata a cavallo si è fermato a parlare con me,  gli ho chiesto quale scuola di buon senso e saggezza avesse frequentato. Con un sorriso disarmante mi ha risposto: - E’ l’intimo rapporto che ho con i cavalli che mi ha formato; capire la psicologia di questi splendidi animali, mi ha aiutato a capire anche quella degli uomini. Per vincere una quintana, ma il metodo vale anche per gli ostacoli che la vita spesso ci propone, è necessario che cavallo e cavaliere siano un’entità unica perfettamente coesa,  dove la forza e i personalismi dell’uomo e dell’animale debbono stemperarsi necessariamente,  è un dare e avere insomma e piuttosto che il contrasto e l’imposizione è più utile assecondare, anche con metodi e strategie diversi,  pur di conseguire gli obiettivi che ci si propone. E se ci pensi bene, tutto ciò non vale anche nei rapporti interpersonali tra gli umani?

Si, si gli rispondo, hai proprio ragione!
E si potrebbe utilmente invertire l’espressione “Più conosco gli uomini, più amo gli animali” che faccio mia da sempre,  con quest’altra che mi sembra anche più equilibrata: “Più conosco gli animali, meglio mi raccordo e interagisco con gli uomini”! E d’altra parte questi ultimi non appartengono anch’essi al mondo animale?

Il tempo corre veloce parlando con Emanuele Capriotti, il campione. Deve andare, proseguire la sua passeggiata in sella al suo meraviglioso amico cavallo, fiero e anche un po’ snob per la fortuna che ha avuto e la perfetta simbiosi che ha stabilito col suo saggio padrone.

La Giostra della Quintana di Foligno è fissata per il prossimo 14 giugno e gli allenamenti meticolosi e  puntuali, tra le altre condizioni, sono il prerequisito essenziale della vittoria.

Il Rione degli Ammanniti e tutta Foligno  sono in trepida attesa per la performance del suo cavaliere  “Il Gagliardo”, come lo hanno chiamato, ma anche filosofo, aggiungiamo noi, un saggio filosofo campione a cavallo!

Umberto Guerra.

Emanuele Capriotti

Il campione a cavallo



Emanuele e la dama



Centro!!!!



Folle straripanti...

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