
La Collezione ornitologica "Tommaso Salvadori" di Fermo è una delle più preziose raccolte italiane di uccelli naturalizzati, per l' antichità di costituzione, per il valore scientifico e per l' accuratezza della preparazione tassidermica.
Essa fu radunata da Tommaso Salvadori stesso fin da giovane, e continuata ed accresciuta fino al 1910.
Gli esemplari provengono sia dalle battute di caccia giovanili effettuate nelle Marche (soprattutto nel Fermano e nell' Ascolano), sia dell' escursione in Sardegna compiuta nel 1863, nonché da acquisti e scambi con altri ornitologi.
La raccolta comprende esemplari dell' avifauna marchigiana ed italiana in generale, tra cui specie oggi rarissime o estinte nel nostro paese ( tra le più importanti troviamo il Falco pescatore, l' Avvoltoio monaco, il Grifone, il Gipeto, il Gufo reale, l' Otarda, il Francolino, il Gobbo rugginoso, il Pellicano e il Marangone minore).
Molti di questi esemplari sono ricordati da Salvadori stesso nelle sue più autorevoli opere: Catalogo degli Uccelli di Sardegna 1864, Fauna d'Italia - Uccelli, 1872 ed Elenco degli Uccelli italiani 1887. Per questa ragione il valore storico e scientifico di ogni preparato è praticamente inestimabile.
Nel 1930 la collezione di Tommaso Salvadori fu donata assieme agli armadi contenitori e all' opera omnia dell' ornitologo al Comune di Fermo, da parte della pronipote, signora Gladys Salvadori Paleotti Muzzarelli, perché fosse debitamente conservata ed esposta al pubblico. La collezione, tuttora in via di restauro, non è più recuperabile al suo primitivo valore, mancando infatti circa un terzo del materiale originale. La valorizzazione museale però, che oggi attua l'Amministrazione Comunale di Fermo è di elevata importanza considerando anche che quella di Salvadori rappresenta l'unica collezione ornitologica di pregio della Regione Marche.
Salvadori preparò personalmente la maggior parte degli esemplari della sua raccolta; curando la tecnica d'imbalsamazione e scegliendo i supporti usati. In particolare, le pose dei soggetti e gli atteggiamenti vivacissimi di molti di essi tradiscono un lungo ed appassionato studio dal vero del loro comportamento "da vivi", certamente frutto di ore di costante e paziente osservazione in natura che solo il futuro grande scienziato poteva compiere durante le sue esplorazioni (delle Marche e
della Sardegna).
Considerato il più insigne ornitologo italiano di tutti i
tempi, Salvadori nacque a Porto San Giorgio nel 1835. Studioso di
medicina a Roma e a Pisa, si trasferi a Torino determinato a
dedicarsi allo studio degli uccelli che coltivava fin da giovane. A Torino fu nominato assistente del Museo di Zoologia
dell'Università,ricoprendolacaricadivice direttore del museo stesso dal 1878 fino alla
morte avvenuta nel 1923.
Nella sua carriera si
dedicò soprattutto allo studio degli uccelli esotici, dell'Indonesia, della Nuova Guinea
e dell'Africa. Partecipò anche alla
compilazione di cataloghi per il British
Museum of Natural History di Londra, descrivendo 27 generi e 490 specie
di uccelli fino allora sconosciuti
alla scienza. Nel suo incessante e
importantissimo lavoro non
trascurò l'avifauna italiana e
marchigiana su cui pubblicò
importanti contributi scientifici e di cui oggi ci restano i meravigliosi esemplari (circa500) conservati nel Museo di Scienze Naturali di Villa Vitali. In particolare, interessantissima è la quarta sala del museo che presenta l'ambiente naturale delle Marche all'epoca dello studioso, mostrando esemplari da lui raccolti, accompagnati da notizie sulla loro distribuzione nella regione.
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Vetrine espositive della Collezione ornitologica "Salvadori" |
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