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XXII FESTIVAL DEGLI APPENNINI Canti della montagna, alpini e popolari
Montalto delle Marche - Cattedrale S. Maria Assunta, sabato 16 - 17 maggio 2009
...sol per lo dolce suon de la sua terra, ...
(Dante, Purgatorio, VI-80)

Far parte attiva del Coro ‘La Cordata’, che èapprezzato notevolmente anche in ambito extra-regionale, vuole essere un modo per manifestare l’amore per la nostra terra e perché no, l’orgoglio di essere riusciti a creare un coro ‘di montagna’ tra le verdi colline picene! E il pensiero allora non può non andare subito ai paesaggi marchigiani proposti da Tullio Pericoli nella mostra Sedendo e mirando aperta dal 21 marzo presso il polo Licini di Ascoli Piceno. Nelle opere dell'artista di Colli del Tronto i dettagli del nostro bel paesaggio piceno si stemperano in una singolare tessitura di geometrie, mentre ogni particolare quadro è caratterizzato da tonalità trasognate di colore che riescono a comunicare bellezza ed armonia.

E' quello che vorremmo fare con l'allestimento di questo XXII Festival degli Appennini, insieme con gli amici dei due cori ospiti: il Coro “ANA Montecavallo” di Pordenone diretto dal M° Giuseppe Mirolo, voci di alpini che tengono viva la tradizione dei canti di montagna e del folclore veneto e friulano, e il Coro “CAI UGET” di Torino diretto dal M° Beppe Varetto, che si colloca nel genere del canto popolare tra i più prestigiosi complessi del Piemonte.

Scrive Muriel Barbery ne L'eleganza del riccio1:

... tutta questa vita in cui ci trasciniamo fatta di grida, lacrime, risate, lotte, rotture, speranze deluse e possibilità inaspettate: tutto questo scompare di colpo quando i coristi si mettono a cantare. Il corso della vita è sommerso dal canto, d'improvviso c'è una sensazione di fratellanza, di profonda solidarietà, persino d'amore ...

Franco Emidi - Presidente del Coro "La Cordata"


1 Edizioni e/o, Roma 2007, p. 179.

XXII FESTIVAL DEGLI APPENNINI Canti della montagna, alpini e popolari



Il Coro La Cordata di Montalto delle Marche

Il Coro La Cordata
di Montalto delle Marche
INSIEME CANTANDO

I dettagli del nostro bel paesaggio piceno si stemperano in una singolare tessitura di geometrie nelle opere di Tullio Pericoli in mostra al polo Licini di Ascoli Piceno; ogni particolare quadro è caratterizzato da tonalità trasognate di colore che riescono a comunicare bellezza ed armonia: con questa immagine si è aperta, dopo il consueto saluto del Sindaco, la serata del XXII Festival degli Appennini a Montalto.

Armonia nell'arte di rappresentare il paesaggio, armonia nel canto corale espressa dai componenti de 'La Cordata' – organizzatrice dell'evento – e da due altre prestigiose formazioni: il Coro “ANA Montecavallo” di Pordenone diretto dal M° Giuseppe Mirolo e il Coro “CAI Uget” di Torino diretto dal M° Beppe Varetto.

Cattedrale sistina gremita di pubblico attento e caloroso, come sempre. La Cordata ha eseguito brani della tradizione trentina e altri armonizzati dal M° Patrizio Paci, come La vella lavanderina, particolarmente apprezzato dall'Assessore alla Cultura della Provincia, quale esempio di canto tratto dalle nostre tradizioni popolari che meritano di essere  ancor più indagate, divulgate e tramandate. Lodevole intonazione e gradevole impasto di voci del Coro di Montalto che ha raccolto unanimi consensi da qualificati ascoltatori come da esperti in campo musicale. Nell'ottobre 2005 era stato ospitato a Pordenone dove si era esibito nel nuovo teatro Verdi di fronte a 1000 spettatori: esperienza indimenticabile perché tutti si alzarono in piedi a cantare l'inno nazionale con i coristi: segno vistoso e tangibile di quei sentimenti di 'italianità' che fanno del nostro paese – al di là delle problematiche quotidiane – una delle più belle realtà del mondo. Netto e vigoroso il suono del Coro ANA, su canzoni del M° De Marzi ed altri noti autori; graditissimi  i brani della tradizione friulana, come Stelutis Alpinis, una pennellata di inconsueta delicatezza.

Quando si è presentato il Coro CAI Uget, è stato fatto riferimento alla vivacissima passione torinese per la montagna, ricordando proprio come a Torino, nel 1863, venne fondato il Club Alpino Italiano e come nel Museo della Montagna sia raccolta una ricchissima documentazione fotografica di imprese, tra cui spicca quella  del K2.  E qui il pubblico ha applaudito a lungo al ricordo di Achille Compagnoni, scomparso alcuni giorni fa all'età di 94 anni, che nel 1954, con Lacedelli, conquistò gli 8611 metri della seconda vetta del pianeta, nella spedizione italiana diretta da Ardito Desio. E poi, proprio sui monti che circondano Torino, nell'alta Valle di Lanzo, nasceva negli anni '30 La   Montanara di Toni Ortelli, affascinato durante un'escursione da un motivo canticchiato da un pastorello. Più che mai significativa, dunque, la partecipazione del Coro di Torino al XXII Festival di canti popolari e della montagna. Brio, potenza espressiva accanto ad una grande fusione di voci, hanno caratterizzato la performance del Coro CAI Uget che ha al suo attivo oltre 60 anni di vita.

I tre Cori riuniti hanno poi cantato, dedicandolo agli amici del “Coro della Portella” di Paganica (L'Aquila) che hanno vissuto la terribile esperienza del terremoto del 6 aprile scorso, “Signore delle cime”, a ricordo di uno dei coristi scomparso con i familiari. Ad altro corista del coro abruzzese presente alla manifestazione, tutto il pubblico presente ha manifestato affettuosissima solidarietà con un lunghissimo e caloroso applauso. Poi i brani di chiusura, La Montanara, appunto, e Il testamento del Capitano reso straordinariamente vivo dai coristi di Pordenone, presentatisi in divisa  completa di autentico cappello alpino dalla lunga penna nera.


Franco Emidi

I tre Cori riuniti cantano “Signore delle cime”

I tre Cori riuniti cantano “Signore delle cime”, dedicandolo agli amici del “Coro della Portella” di Paganica (L'Aquila) che hanno vissuto la terribile esperienza del terremoto del 6 aprile scorso, a ricordo di uno dei coristi scomparso con i familiari.

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