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 15500 al 29.12.04

  AGOSTINO DE ANGELIS, storico e poeta dialettale
a cura di Andreina De Angelis

Agostino De Angelis nasce a Montalto delle Marche il 13 febbraio del 1908, da padre montaltese e madre ascolana.

Rimane orfano di madre qualche mese dopo la nascita e viene cresciuto da una zia paterna.

Dotato di una vivace intelligenza, termina le scuole elementari, entra nel Seminario di Montalto per proseguire gli studi e frequentare così fino al ginnasio.

Giovanissimo si impiega al Comune nell’ufficio dello Stato Civile, dove svolge il suo lavoro con grande zelo ed efficienza.

Amante del sapere, con il gusto della scoperta, legge e studia continuamente e non c’è argomento che non lo interessi: dalle scienze e la tecnica (intorno agli anni ‘30 si costruisce da solo la prima rudimentale radio) alla poesia e alla musica (insegna musica in Seminario), dalla storia alla matematica.

Il suo talento è impegnato in molte attività nelle quali egli si tuffa con febbrile entusiasmo: fa parte della Banda del paese, che poi dirigerà per parecchi anni dedicandole gran parte del suo tempo libero e delle sue energie, è organista della Cattedrale, attivista fervente e Presidente Diocesano dell’Azione Cattolica.

Sposatosi all’età di 21 anni, quando scoppia la seconda guerra mondiale e viene richiamato alle armi, Agostino è già padre di tre figli e di uno in arrivo (che morirà mentre egli è in guerra).

La guerra e poi la lunga prigionia di circa sei anni in Africa e in India, segnano indelebilmente il suo animo e la sua mente, tanto che egli ne ricorderà vicende e sofferenze fino alla fine dei suoi giorni.

E durante la prigionia che scrive le sue poesie in italiano, cariche di ricordi e di struggente nostalgia per gli affetti più cari lontani: la famiglia, il suo amato paese. Ma anche prigioniero non resta inoperoso: studia inglese ed insegna italiano e matematica in una scuola per analfabeti.

Tornato finalmente a casa nel ‘46, riprende il suo lavoro in Comune e partecipa, con ancora più fervore con generosità ed interesse, ad ogni iniziativa, specie se a beneficio e lustro di Montalto, magari anche ingoiando amare delusioni, pronto ad offrire la sua opera e le sue capacità per un grazie ed un sorriso.

Scrive canzoni e poesie dialettali, fra cui La canzone de Muntate (ben nota ai montaltesi non più giovanissimi) composta per la banda, Le campane de Muntate, Maggio a Muntate ecc. dalle quali traspare fortemente il desiderio di esprimere la gioia e la consolazione di chi, lontano per tanto tempo, ha potuto rivedere la sua terra e la sua gente.

L’amore per lo studio e la cultura lo spingono ad adoperarsi con tutte le sue possibilità perché Montalto abbia una Scuola Media Statale, che a quei tempi nessun paese delle dimensioni di Montalto poteva vantare.

Assume l’incarico di Segretario dell’E.C.A. e si interessa all’archivio storico del Comune, dove si reca per mettere ordine quando può; ma appena raggiunge la pensione si dedica a tempo pieno, come archivista, a questo lavoro di paziente ricercatore e custode dei documenti del nostro passato, in verità abbandonati all’incuria, all’umidità e... ai topi. Compie così diverse ricerche sulla storia del paese e dei suoi personaggi illustri, recandosi anche negli archivi di Ascoli, Fermo e Roma.

Scrive per alcuni anni sul giornale diocesano “la Vedetta” con la rubrica Altodunensia in cui tratta delle vicende di Montalto, soprattutto durante l'invasione francese del XVIIl sec.

Con passione indicibile, spinto dalla curiosità e dal desiderio di conoscere, trascorre gli ultimi anni di feconda attività intellettuale chiuso in stanze buie ed umide a recuperare foglio su foglio, catalogare, raccogliere, elencare, annotare, salvando gran parte dei documenti storici che oggi si possono consultare. Questa, tra la fine degli anni ‘60 e metà ‘70, è la sua ultima opera in onore alla cultura e a Montalto, perché la vivace e bella mente va man mano perdendo la sua lucentezza, fino ad offuscarsi e spegnersi, il 9 giugno 1980, nella sua casa e nella sua cara Montalto.

Dell’operosa esistenza e dell’ingegno di Agostino restano numerose testimonianze che lo fanno ricordare e stimare; ultima è la dedicazione, alla sua memoria, della sala di lettura nella nuova sede restaurata della biblioteca e dell’archivio storico comunale, quale riconoscimento per il lavoro di recupero e rivalutazione del materiale archivistico.
Agostino De Angelis (1908 - 1980)

Agostino De Angelis (1908 - 1980)

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Musicista e poeta

La canzone de Muntate
La Pasquella de Muntate
Le campane de Muntate

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di Agostino De Angelis

(A cura di Franco Emidi)


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