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  PIANTARE MAGGIO - PORCHIA RADDOPPIA di Giovanni Vagnarelli
Porchia di Montalto M. (AP), 1° maggio 2007

Porchia (AP) - Piantare maggio è di buon auspicio!!! Anche quest’anno, come vuole la tradizione, a Porchia si svolgerà l’antica festa popolare del 1° Maggio, festa dei lavoratori.

Questa ricorrenza annuale, le cui origini si perdono nei tempi remoti, rappresenta il rinnovamento della vita e il ridestarsi della natura dopo i rigori dell’inverno ed è di buon auspicio per l’avvento della primavera.

Soltanto il fascismo, che abolì la festa dei lavoratori, interruppe questa tradizione nel 1923, ma questa si riprese dopo la fine della 2^ Guerra mondiale, nel 1945.

E’ un rito propiziatorio che ci si augura apporti benessere sia ai singoli che alla comunità e aumenti la fertilità della terra e la salute dell’uomo.

L’albero, simbolo di vita rinascente è l’oggetto sacrale che viene offerto in cambio di abbondanza e fortuna.

Nel tardo pomeriggio del 30 Aprile, un gruppo di giovani e meno giovani ancora prestanti, si reca nei boschi circostanti e sceglie un albero, più precisamente un pioppo, il più alto possibile e il più robusto, dritto e sano. Quindi lo abbattono e lo caricano su di un carro. Il taglio della pianta è fatto senza chiedere il permesso al proprietario, poiché questi non può rifiutarlo, perché ciò gli procurerebbe disgrazie.

L’albero viene scorzato e privato dei rami più bassi mentre si lasciano quelli vicino alla cima. Il trasporto della pianta e delle persone avviene su carri tra canti e allegria fino a Porchia.
Precedentemente era stata preparata una buca, dove l’albero dovrà essere “ piantato”; questa è nei pressi della Piazza del Mercato, punto di raccolta dei concittadini.

Prima di innalzare il pioppo, viene collocata sulla punta una bandiera rossa simbolo caro a tutti i lavoratori. Legato e issato con corde, l’albero viene posto verticalmente e la base del tronco interrata nella buca.

Negli ultimi anni anche le donne partecipano autonomamente alla festa, piantando un pioppo, naturalmente più piccolo, a fianco a quello issato dai maschi. Le donne di Porchia con questo gesto vogliono affermare che non sono soltanto le curatrici del focolare domestico e dei figli, ma che anche loro sono “lavoratrici”. Infatti aiutano i mariti nel lavoro dei campi, nell’accudire il bestiame, nella compravendita di prodotti agricoli ed esercitando i lavori più prettamente femminili come il lavoro a maglia, a tombolo o di sartoria.
Vogliono partecipare “piantando” il loro albero per valorizzare il loro ruolo nella società e nel mondo del lavoro; desiderano, nel giorno della festa del lavoro, un riconoscimento tangibile del contributo che esse danno alla crescita dell’economia del paese.

Così Porchia, per tutto l’anno, vedrà sventolare due bandiere rosse in cima ai due alberi, piantati con la stessa gioia e le stesse speranze per il futuro prossimo.
Terminata la fase più faticosa e dura, inizia ora quella più piacevole e più attesa. A tutti i partecipanti e tutti i presenti vengono offerti panini imbottiti, vino, dolci, birra e spaghettate. La festa dura fino a tarda notte tra canti e balli, con l’augurio che la nuova stagione rechi abbondanti raccolti.

Giovanni Vagnarelli


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