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Antonio
Diego Manca, La donna delle sette fonti, Edizioni
Condaghes
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In viaggio con l’autore
Invito all’incontro
con Antonio Diego Manca
“La donna delle sette fonti”
Edizioni
Condaghes
Un
romanzo dedicato all´Acqua, allo Spirito di
tutte le acque, e alla Terra che l’ospita. La storia
racconta della guarigione di una giovane donna che, nello
scoprire sé stessa, la sua terra e le sue acque,
scopre il vero senso della salute e della vita. Al di
là della Sardegna turistica esiste un´altra
Sardegna, arcaica ma viva, che emerge dalle pagine di
questo libro come un inno alla Natura e alla saggezza
della Terra.
Alghero
- Mercoledi 31 ottobre - ore 19.00 -
Presso Sala
Conferenze (Chiesa di San Michele) - Partecipano: Franco Fresi
e Neria Di Giovanni
Cagliari
Sabato
03 novembre 2007, ore 17,30 - Libreria "Il Portale"
di Susanna Tozzi - V.le Regina Margherita, 63
Santu Lussurgiu
Lunedì 05 novembre
2007, ore 16,30 - Salone delle Suore Salesiane
Villanova Monteleone
Mercoledì,
7 novembre 2007, ore 18,30 - Sala conferenze "A. Diez" di Su Palatu
'e Sas Iscolas - Presentazione di Neria Di Giovanni.

Dal romanzo: "La Donna delle Sette Fonti"
di Antonio Diego Manca
Élighes
Uttiòsos (Lecci
gocciolanti)
Qualche chilometro
dopo Santulussurgiu, Tiu Brotu disse di svoltare a destra
in una stradina che si inerpicava su per la montagna.
A dire la verità non era neanche una stradina:
era poco più di una mulattiera e, con la piccola
vettura, ebbero non poche difficoltà ad arrivare
fino in cima a un cucuzzolo; da qui proseguirono a piedi.
Lucia aveva la busta di plastica con dentro la piantina
e una paletta e insieme a Maria si era incamminata dietro
a Tiu Brotu che, nonostante l'età - diceva di avere
83 anni -, si era avviato con passo rapido e deciso lungo
uno stretto sentiero. Maria dopo pochi minuti si sentiva
già molto stanca. In lontananza si vedeva il mare
e l'azzurro delle sue acque dava un senso di serenità che
ripagava di tutte le fatiche fatte per arrivare fin lì.
Dopo una decina di minuti di marcia, Tiu Brotu si fermò e
rivolto a Maria le indicò col bastone la costa
in lontananza."Vedi quel paese laggiù, vicino
al mare?" "Sì." "Quella è Santa
Caterina di Pitinnuri e il paese vicino è S'Archittu.
In mezzo c'è una collinetta, la vedi?""Sì,
sì.""Tia Nanna mi ha incaricato di dirti
che in quella collinetta c'era la città di Cornus
e lì i Sardi Pelliti hanno combattuto contro i
Romani."Senza aggiungere altro il vecchio riprese
a camminare. Le due donne rimasero ancora un momento a
osservare il magnifico panorama e poi gli andarono dietro.
Maria e Lucia non videro subito la sorgente. Alcune piante
di leccio ai lati del sentiero avevano formato una specie
di grotta verde, dalla cui volta pendevano brandelli di
muschio. Seminascosta dalla vegetazione, l'acqua sgorgava
silenziosamente dalla parete di tufo. Maria ebbe l'impressione
che la natura trasudasse il liquido prezioso, che gocciolava
a terra formando una piccola pozza, da dove defluiva,
attraversando il sentiero, per dare vita a un ruscelletto
che iniziava così il suo cammino verso il mare.
Tiu Brotu fece notare che il bosco intorno a loro era
composto soprattutto da lecci: la sorgente si chiamava
infatti Élighes Uttiòsos, che in sardo significa
Lecci Gocciolanti. Il vecchio pastore le invitò a
dissetarsi bevendo lui stesso con le mani a coppa. Si
era tolto il cappello e beveva a piccoli sorsi, gustando
la bontà e la freschezza dell'acqua. Erano quasi
le undici del mattino e faceva già molto caldo.Tiu
Brotu si allontanò, dicendo che le avrebbe attese
vicino alla macchina.Lucia consigliò alla sua giovane
amica di cercare un posto adatto per trapiantare la piantina
di leccio. Maria aveva notato una piccola radura attraversata
dal ruscelletto proveniente dalla fonte e scavò una
buca vicino al bordo, in modo che le radici potessero
avere accesso all'acqua facilmente. Tolse la piantina
dal vaso, la mise nella buca e coprì le radici
con la terra. Con le mani spruzzò un po' d'acqua
intorno alla piantina e poi chiese a Lucia che cos'altro
doveva fare."Sta' un po' con lei," le consigliò la
donna, "poi cercati un posto all'ombra e pensa a
ciò che ti ha detto di fare Tia Nanna." Quindi
si allontanò e andò a sdraiarsi all'ombra
di una quercia.Maria si guardò intorno e decise
di sedersi accanto la fonte, da dove poteva vedere anche
il mare. Chiuse gli occhi e incominciò a visualizzare
la sua personale battaglia contro la malattia. Quando
li riaprì, il sole era alto. Aveva le palme delle
mani così calde che la sensazione era quasi spiacevole,
ma accanto alla fonte l'aria era fresca. Si avvicinò alla
sorgente, appoggiò le mani sul muschio bagnato
e la fonte le trasmise, insieme a una deliziosa sensazione
di freschezza, una gioia inspiegabile, una voglia di cantare,
ridere, correre, che non provava ormai da tanto tempo.
Le fu grata di quel dono, perché questo fu il suo
pensiero: che la fonte le avesse regalato qualcosa, forse
il suo amore. |
ORGANIZZAZIONE
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CONTATTI
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