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 15500 al 29.12.04

Fregio Araldica Araldica
Mauro Valerio Capecci
Fregio Araldica
Fregio Araldica
GLI SMALTI (Metalli, Colori e Pellicce)

Gli "Smalti" sono tutte le tinteggiature che riempiono lo scudo ed ogni altra figura presente su di esso o intorno ad esso, e si dividono in tre tipologie:

I Metalli - Oro, Argento, Acciaio e Ferro.

L'Oro si può indicare sia con il giallo che con uno smalto dorato, mentre l’Argento sia con il bianco che con uno smalto argentato.
Per questo motivo Giallo e Bianco non figurano tra i Colori ma, appunto, tra i Metalli.

I Colori - Rosso, Azzurro, Nero, Verde, Porpora e Al Naturale.

Per il "Naturale" è bene sapere che con questo termine ci si riferisce a tutti quegli elementi che compaiono nel Blasone con le stesse tinte della realtà.
Per cui un albero con chioma Verde e fusto Marrone sarà, appunto, "Al Naturale", così come pure una rosa dal gambo Verde e la corolla Rossa, eccetera.
Tra le molteplici tinte "Al Naturale" ve ne sono due che si blasonano con i loro nomi propri, e sono:
"Di Carnagione" (riferito alla colorazione dell'incarnato umano)
"Di Cielo" (riferito al colore del cielo con piccole nubi)

Le Pellicce - Armellino (o Ermellino), Contrarmellino, Vajo, Contravajo, Gran Vajo e Vajato.

Si tratta di stilizzazioni e varianti dei pregiati manti di alcuni animali come, appunto, l'Ermellino e il Vajo (piccolo roditore dalla pelliccia bluastra e dal ventre bianco).

Ora la domanda che ci si aspetterebbe è come abbia fatto la gente,in passato, a riconoscere gli smalti da rappresentazioni araldiche in bassorilievi di nuda pietra, marmo, oppure da sculture lapidee senza che vi fosse traccia alcuna di colore.

Si ricorreva ad uno stratagemma: si incidevano delle piccole lettere che indicavano le iniziale dei vari Smalti. In alternativa, vista la grande simbologia che era associata ai colori fin dall'antichità, si potevano scolpire dei segni particolari, ognuno associato ad un determinato Colore, Metallo o Pelliccia.

Si trattava di simboli apparentemente comuni, come il Sole o la Luna, ma costituivano in realtà una sorta di "linguaggio in codice" che anche la maggior parte della classe nobiliare non era in grado di comprendere. E fu proprio per questo motivo che tale tecnica non ebbe mai una grande diffusione.

Nella prima metà del 1600, però, una delle tante menti illuminate tipiche della nostra Italia, per la precisione Padre Silvestro da Pietrasanta mise a punto un sistema talmente semplice ed efficace da risultare ancora oggi l'unico strumento disponibile per fare a meno delle tinte araldiche.

Si tratta semplicemente di disegnare in bianco e nero dei tratteggi, dei puntini, delle linee o delle righe al posto dei rispettivi Smalti. Questo sistema è l’unico che ancora oggi è usato e riconosciuto nell’Araldica di tutto il mondo.

Vediamo in dettaglio questo sistema di codifica in bianco e nero del Pietrasanta (per maggior chiarezza accanto a ogni scudo al tratto è riportato anche il corrispettivo smalto).

Metalli

Oro
(punteggiato)

 Argento
(bianco)

Araldica, smalto oro

 
Araldica, smalto oro

Araldica, smalto argento

Araldica, smalto argento

Metalli

Acciaio
(crocette)

 Ferro
(diagonali incrociate)

Araldica, smalto acciaio

 
Araldica, smalto acciaio

Araldica, smalto ferro

Araldica, smalto ferro

Colori

Rosso
(linee verticali)

Azzurro
(linee orizzontali)

Araldica, smalto rosso

Araldica, smalto rosso

Araldica, smalto azzurro

Araldica, smalto azzurro

Verde
(diagonale da destra araldica)

Nero
(linee verticali e orizzontali)

Araldica, smalto verde

Araldica, smalto verde

Araldica, smalto nero

Araldica, smalto nero

Porpora
(diagonale da sinistra araldica)

  Araldica, smalto porpora

Araldica, smalto porpora

 
Al Naturale, di Carnagione e Di Cielo
(tante piccole "c")

Gli smalti

Gli smalti

Gli smalti

Pellicce

Armellino (o Ermellino)
(bianco con piccole moscature nere)

Contrarmellino
(nero con piccole moscature bianche)

Araldica, armellino o Ermellino

Araldica, contrarmellino

N.B. L'Ermellino e il Contrarmellino sono le uniche due pellicce nelle quali il metodo al tratto è identico al loro smalto

Vajo

(4 righe ognuna con 4 campanule alternate d'argento su campo azzurro)


Contravajo

(come il Vajo ma con le campanule combacianti in modo alternato)

Vajo

Vajo

Contravajo

Contravajo

Gran Vajo
(più grande del Vajo, con 3 righe di 3 campanule ciascuna)

Vajato
(come il Vajo, ma con campanule d'Oro su campo Rosso)

Gran Vajo

Gran Vajo

Vajato

Vajato


Riassumendo, le regole fondamentali negli smalti sono 3:

1- E’ vietato sovrapporre un colore sopra un altro colore e un metallo su un altro metallo. (Vedi anche nella sezione dedicata allo scudo)
2- Riguardo la regola precedente, fanno eccezione tutte le pellicce. Esse, infatti, possono essere considerate un po' come un "jolly" e si possono usare, indifferentemente, sia nelle veci di metallo che in quelle di colore. Non si deve mai, però, sovrapporre una pelliccia sull'altra.
3- Le figure "Al Naturale” possono essere sovrapposte sia su colore che su metallo.


 
 
 
 
 




















Lambrecchini

Stemmi araldici del Presidato Sistino

Stemmi araldici dei Vescovi della Diocesi di Montalto e Ripatransone



Cavaliere Italiano (Anno 1425)

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Cavaliere in armatura da torneo (Anno 1440)

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Cavaliere Crociato (fine XIII secolo)

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