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 15500 al 29.12.04

Fregio araldica Araldica
Fregio araldica
Fregio araldica
Lo scudo

La parte più importante di uno stemma araldico è lo scudo, poiché è su di esso che si posizionano tutte le figure, le linee, ecc. che rappresentano concretamente questa o quella famiglia (o individuo).

Lo Scudo era fin dai tempi antichi l'arma difensiva per eccellenza, e poteva essere costruita con i materiali più vari: dai vimini intrecciati al legno, dal cuoio al ferro o all'acciaio.

Fu adottato dall'Araldica perché proprio su di esso vennero poste le prime insegne militari dei cavalieri in guerra. Solitamente vi si applicava un panno dipinto o delle sagome di stagno che venivano poi pitturate o dorate.

Dall'estrema difficoltà nel sovrapporre più strati di stagno deriva quella che sarà una delle principali regole araldiche, tutt’ora in vigore: non si deve mai sovrapporre un Metallo sull'altro, né un Colore su un altro Colore. Inoltre si tenga sempre presente che la destra e la sinistra Araldiche sono speculari a chi sta di fronte allo scudo. Ciò significa che la destra dello scudo corrisponde alla sinistra di chi guarda e viceversa. Questa particolarità è facilmente spiegabile pensando allo scudo nel suo utilizzo reale, cioè come arma difensiva di chi lo imbracciava. Dal punto di vista del portatore la destra e la sinistra erano esattamente combacianti con quelle dello scudo. Viceversa per il nemico, o chiunque altro si trovava di fronte, era visibile solo la facciata recante le insegne e, dunque, il tutto risultava invertito.

Oggi lo scudo che si usa convenzionalmente è il tipo detto “sannitico”, ma esistono molte varietà di forme (usate nei vari periodi storici.)
La classificazione degli Scudi comincia, in primis, con la loro forma o "Foggia".


I più antichi (fine XII sec. - inizi XIV sec.)

Triangolare A Mandorla

 Scudo Triangolare

 Scudo Ta mandorla



Medioevo (XIV- XV sec.)

Gotico A Targa o Torneario

 Scudo gotico

 Scudo A Targa o Torneario

Rinascimento (XVI sec.)

Rinascimentale Bucranico A Testa di Cavallo

 Scudo rinascimentale

 

Scudo bucranico

 

Scudo a testa di cavallo

 
Tondo o Parma o Rotella Ogivale  

 

Scudo Tondo - Parma o Rotella

Scudo ogivale
 

Post Rinascimento - Epoca Moderna

Accartocciato
(XVI – XVII sec.)

Sagomato
(XVII - XVIII sec.)

Sannitico
(fine del XVII sec. in poi)


Scudo accartocciato  

Scudo sagomato  

SDcudo sannitico  

Scudi di foggia "Riservata"

“Ecclesiastico” o “Ovale” o “Ancile”
(dal XVII secolo ad Oggi)

“Femminile” o “A Losanga”
(dal Rinascimento ad Oggi)


Scudo “Ecclesiastico” o “Ovale” o “Ancile”


Scudo “Femminile” o “A Losanga”

Foggia riservata ai soli ecclesiastici

 
Foggia riservata alle sole donne

 

Riassumendo, le regole fondamentali di un qualsiasi scudo araldico sono due:
1- E’ vietato sovrapporre un colore sopra un altro colore e un metallo su un altro metallo. (Vedi anche nella sezione dedicata agli smalti);
2- La destra e la sinistra araldica sono invertite rispetto a chi guarda lo scudo: esattamente come se ci si trovasse di fronte a uno specchio.

 
 
 
 
 




















Lambrecchini

Stemmi araldici del Presidato Sistino

Stemmi araldici dei Vescovi della Diocesi di Montalto e Ripatransone



Cavaliere Inglese (Anno 1365)

Cavaliere Inglese (Anno 1365)

Cavaliere Italiano (Anno 1380)

Cavaliere Italiano (Anno 1380)


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